Il Traditore di Marco Bellocchio

Quella che Marco Bellocchio ha scelto di raccontare è una parte indelebile di storia del nostro paese che tutti conserviamo nella memoria almeno in parte. Il traditore è Tommaso Buscetta e la trama tratta dei suoi rapporti con la mafia, con la propria famiglia, con la polizia, con le donne e con lo stato. Bellocchio non ci lascia mai passivi e ci lascia folgorati con un utilizzo sapiente del montaggio animato dalla genialità delle musiche di Nicola Piovani. I due luoghi a cui siamo introdotti sono la Sicilia rurale e densa di storia ed un Brasile che ha l’aria di essere un lussuoso e breve luogo di rifugio.

Ma è Pierfrancesco Favino il protagonista vero, un uomo schiavo dei propri ideali e dalle guance appesantite, dal volto che pare stanco sin dalla nascita nella sua Sicilia fatta di “valori” atavici. Il film è la storia vera di un uomo solo, tradito e traditore di sé stesso e dell’unica vera famiglia che egli si è scelto. “Non sono un pentito” afferma più volte Tommaso, anche di fronte a Giovanni Falcone con il quale stringerà un rapporto di inaspettata amicizia e non solo di mera convenienza giudiziaria. Siamo di fronte probabilmente alla miglior storia dell’Italia, della mafia e del potere meglio raccontata negli ultimi vent’anni nel nostro paese. Si tratta di un film evento che con una fotografia impeccabile profuma di amore e di morte e, penso fermamente che alla fine della visione de “Il Traditore” siamo in grado di sapere tutti qualcosa di più sulla vita e sulla sorte che ci spetta. E’ un film catartico in grado di smuovere le coscienze che condannano duramente il male senza conoscerlo, solo per sentito dire; anche il male come dice il figlio di Buscetta “passa di moda” e perde in attenzione mediatica. Questo è il film che ci serve sulla mafia che ci dimostra di come la verità non stia nemmeno nel mezzo e che non solo non abbia né volto né bocca ma, sia più mossa dai rimorsi e dai guadagni che dalla volontà di essere sinceri per davvero.

“Si muore un pò come si ha vissuto” ma “Masino” come ogni vincitore rimane in fondo isolato, realmente incompreso ad aspettare tormentato una fine che egli si era già prefissato accadesse, come aveva scelto la fine della sua prima vittima attendendola paziente una vita intera prima di sparare perché la mafia per suo dire “è capace di aspettare a lungo”. Magistrale è l’interpretazione artistica della storia, la sceneggiatura lascia spazio ad un finale narrante la vita di un uomo in disperazione e in disparte a cui è rimasta solo la parte della sua famiglia non sacrificata in nome di Cosa Nostra. Nella nostra bocca finalmente troviamo un sapore dolce di un cinema lontano e perfezionistico, dalle inquadrature analitiche e da strazianti seguenti cariche di fame e di ardore passionale. La storia non stanca mai nelle sue due ore e mezza, quando affrontiamo un padre che deve fari i conti con sé stesso e con le verità che egli nel suo intimo conserva le viviamo come lui, come le uniche parti di una giustizia che esiste solo nella sua coscienza. Le scelte, i luoghi, la storia sono in questo capolavoro destinate a rimanere vive per sempre con in sottofondo uno stornello italiano, che ci ricorda che le verità a parole sono come canzoni destinate a perdersi nel vento.

2 pensieri riguardo “Il Traditore di Marco Bellocchio

  1. Mi ritrovo in quanto scrivi. Avevo fatto delle riflessioni simili a suo tempo. È un film fortemente psicanalitico: il rapporto padre/figli, clan/territorio, uomo/donna.. tutti aspetti che questo padrino aveva vissuto amplificati e con emozioni contrastanti. Altrettanto importante il rapporto coscienza/inconscio. In questo una nota la terrei anche per l’attore che ha interpretato Falcone.

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    1. Ti ringrazio nuovamente perché non ti sfugge nulla e la tua visione coincide con la mia. Francamente viste le precedenti prove cinematografiche di Bellocchio mi ha colpito molto il rapporto tra amore/morte e la forte vena carnale che anima l’intero film, questa è la follia di Marco Bellocchio: un regista assoluto e forse sarcastico, capace di una forza introspettiva magnifica! Grazie ancora, a presto.

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