Drive di Nicolas Winding Refn

Il più grande assolo di Jimi Hendrix può essere paragonabile al livello della regia che questo Drive è in grado di raggiungere con i suoi primi piani e le luci al neon che, illustrano i personaggi di un sottofondo Hollywoodiano che vivono e costruiscono sogni solo per i soldi. Ryan Gosling accetta un ruolo dove lascia che siano le proprie azioni a parlare, interpretando in questo film un uomo solo e senza amici che smette di lamentarsi del proprio destino incominciando a vivere. Quando sa che un killer è venuto ad ucciderlo, bacia la donna che ama ed a cui hanno ucciso il marito in un colpo finito male perché l’ultima testimonianza che voleva lasciare di lui, è quella di un amore naturale e senza compromessi con il denaro. Un uomo con il massimo rispetto della criminalità, che ammazza e lo saluta è in realtà un pover’uomo senza né legami né amici che si rende indipendente dall’amore ma è l’amore che finisce per cercarlo. Il pilota senza nome conosce a memoria le strade e fa guadagnare cifre spropositate trasportando i rapinatori verso la fuga con la sua speciale dote, ma cerca in fondo la purezza in un mondo del sottosuolo in cui l’unica fortuna è ricevere una seconda chance.

L’unico istante in cui Gosling ride è dietro una maschera di cera utilizzata per un cast di stunt-man in un film per il quale il Driver lavorava, quasi a dirci chiaramente che anche dentro un film si è infelici, dentro una vita da copertina in realtà la ricerca sarà sempre quella della normalità della famiglia piuttosto che la sregolatezza di una vita da driver. Nel mondo di Nicolas Winding Refn il pilota ha un talento brillante ma viene svenduto ed utilizzato come mezzo per conquistare altro denaro, persino dal suo primo amico che lo ha conosciuto proprio perché lavorava per lui a metà del prezzo consentendogli un guadagno. Drive è un film a cui non servono dialoghi poiché è la violenza delle immagini e degli sguardi costruiti per uccidere a parlare direttamente allo spettatore. Il pilota conosce ogni garage ed ogni accesso alle vie segrete della città ma preferisce che in un piccolo appartamento di Downtown rimanga il ricordo di un uomo che ha lottato per ciò che amava, che la donna fosse amica o amante per lui che nasconde una valigia piena di denaro l’importante era stare in compagnia, l’unica cosa che era divenuta per lui speciale e che desiderava conquistare a qualsiasi costo. La risposta definitiva però consiste nel fuggire.

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