Parasite di Bong Joon-Ho

Il film dell’anno che uscirà in Blu-Ray a breve (il 20 di Maggio) è fondamentalmente un film che conquista perché sa essere un messaggio capace di forza universale, la sequenza di immagini e di dialoghi sceneggiata divinamente crea un linguaggio fatto di linee distanziali, diversità, odori, sensazioni e differenze sociali che ci accomunano tutti globalmente e la cui unica discriminante è e rimane il denaro posseduto. L’universo di Parasite è il parossismo di una società ingenuamente violenta che si è dimenticata di chi al di sotto della propria realtà quotidiana opera per semplificare la vita a chi indifferente “abita” di sopra.

Il parassita non è nient’altro ciò che noi non vediamo o non percepiamo e che è in ombra rispetto al nostro stile di vita tanto facilitato e velocizzato. Dove il parassita abita noi troviamo il lusso e prendendolo per certo ed assicurato il parassita si nutre al di sotto della nostra zona di comfort e, essendo al di fuori della nostra comprensione non è quindi da noi percepibile. Gli unici a rendersi conto di questa sovrapposizione di vite sono proprio i simili, ovvero gli altri parassiti che non sanno neanche distinguere il cibo da cani scambiandolo ignorantemente per carne pregiata e, con altrettanta barbarie banchettano senza rispetto approfittando della loro opportunità ubriacandosi a spesa di altri, senza guardare nemmeno le etichette. Ad occhio nudo questa differenza è creata da un distacco “a pelle” percepibile da chi crea e cerca la sua sicurezza nei limiti discriminando dall'”odore sociale” e da quella “puzza” tipica di povertà che crea distanza. Il mondo è sintetizzabile in poche categorie: c’è chi può permettersi una formale tranquillità e chi ha bisogno di arrampicarsi e scavalcare la “linea”, che non deve essere attraversata in alcun modo e trova la sua unica strada maestra nella mistificazione forzata tramite un falso documento, il quale renderà possibile e certificabile l’entrata nella villa del ragazzo a cui abilmente e sagacemente seguirà quella di tutta la sua famiglia.

Ki-woo, sai che tipo di piano non fallisce mai? Non aver mai alcun tipo di piano, neanche l’ombra. Sai perché? Se elabori un piano la vita non va mai nel verso che vuoi tu.

Il padre al figlio durante l’allagamento dovuto all’alluvione

La storia che ci appare da subito un costrutto sapientemente consegnato prende le pieghe sia di un film horror per la dose di truculenta verità contenuta, sia di una storia di fantasmi in vita proprio perché essi sono inabilitati a dimostrasi sotto la loro forma reale ma, si dimostrano solo sotto la loro finzione, che risiede in modo altrettanto potente nelle ambizioni di dominio che animano una società con le stesse regole di arrivismo sia per il sottoproletariato che per la società privilegiata. Parasite è anche un film di scale, gradini e c’è “chi sale” e “chi scende” e la nostra vita non è che un tentativo tra saliscendi, di essere apprezzati agli occhi degli altri, così arraffando la maggior quantità di benessere possibile senza però pensare mai al nostro contesto di origine. In questo film l’amore non viene neanche percepito per un singolo istante, quando l’autista chiede al proprio signore se lui ami la moglie egli ride e sogghigna facendo percepire la distanza di vedute nell’universo familiare disposta a così pochi chilometri di distanza tra ville di archi-star e luoghi maledetti e suburbani. In un luogo abita la gentilezza e la cortesia perché anch’esse sono qualità di cui non si dispone senza lusso, in un altro abita la mancanza di maniere, lo sciacallaggio bruto di chi altro non possiede.

Parasite ha innescato in tuto il pianeta un meccanismo di paura e terrore, anche in chi l’ha solo percepito come una ghost story divertente. Il trionfo a Cannes e poi agli Oscar gli ha già garantito la pole position nella storia del cinema ed io lo classifico già come instant-classic, come negli anni ’60 avrebbero fatto con un film di Michelangelo Antonioni. Il motivo è semplice: abbiamo tanta paura anche noi che fuori venga a piovere e che ci scoprano far parte di questo maledetto sistema di cui noi non siamo a conoscenza e, con questo film, abbiamo accertato l’esistenza di un incubo che è profondamente vero ed insito ormai in tutti mondialmente: la verità risiede solamente sotto di noi.

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