C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino

Quentin Tarantino ci ha sempre dimostrato l’impossibile e lo stravolgimento delle comode e consuete regole della settima arte. Nel corso della sua grandiosa ed ormai affermata carriera ha raggiunto una tale possibilità di comprendere e sfruttare il mezzo cinematografico tale, da essere persino capace con le sue mani di cambiare una tragica e sanguinosa storia già scritta, trasformandola in una favola d’amore per il cinema con tanto di lieto fine (si fa per dire…).

La miglior Margot Robbie che io abbia visto sino ad ora su grande schermo insieme ad un cast stellare composto principalmente da: Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, riesce nel suo intento: il film imprigiona d’attenzione lo sguardo sin da subito con una trama fitta e composta da personaggi ambigui e disinteressati, animati dal vero cinema e dall’amore totale dell’autore per uno star-system che è una summa di amore, odio e incompresione. Il regista sa benissimo di essere considerato un regista “diseducativo” dai buonisti, forse anche macabro e volgare ai più ma, invece qui non può che ribaltare ancora le sorti della sua poetica. Egli realizza un romanzo d’avventura educativo e didattico nel mondo di una Hollywood fiabesca in grado di farci comprendere perché il cinema ci colpisce e ci appassiona. Come è possibile che nonostante la nostra distanza sia mentale che geografica sentiamo così vicina ed universale questa storia? La famiglia Polanski sempre essere qui accanto a noi.

Storia diversa per gente normale,

storia comune, per gente speciale.

Fabrizio De André, Una Storia Sbagliata, 1980.

Questa prova riesce perfettamente ed è un degno film capace di essere già un piccolo testamento, vista la volontà del regista di non voler girare più di 10 film. Quentin Tarantino sa quello che fa e sa essere al contrario di alcuni suoi colleghi un regista misurato nei suoi intenti, padrone della propria artisticità e ormai a capo di tante copie che non possono che deflagrarsi definitivamente di fronte alla creatività di un autore degno di sola ammirazione. Il mio cuore è pieno di gratitudine e spero lo sia quello di ogni vero appassionato di grande cinema che ha ancora voglia per un’altra volta, di sentirsi raccontare semplicemente un’insolita storia. Grazie Quentin.

12 pensieri riguardo “C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino

    1. Ti ringrazio per il commento. Hai perfettamente ragione infatti la magnifica fiaba si conclude come ogni fiaba: in modo tristemente felice e malinconico al tempo stesso ma, qui tutto è enfatizzato ancora di più dalla realtà dei fatti.
      Grazie ancora e buona giornata a te!

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  1. Non ho ancora potuto vedere questo film, ma appena mi entrano un po’ di dindi vado dalla mia videoteca di fiducia e glielo ordino immediatamente.

    Il mio film preferito del nostro pazzo Quentin è Django. In certi film, sempre bellissimi, come ad esempio Bastardi Senza Gloria, esplicita il suo stile in ogni fotogramma con le classiche (e fantastiche) caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il suo montato; musiche che si interrompono bruscamente con uno stacco, violenza, quantità di sangue volutamente esagerato, dialoghi ipnotici, personaggi caratterizzati in ogni respiro, grandi citazioni, amore per il media cinematografico a livelli feticisti. Insomma, Django prende tutte queste caratteristiche e le livella, come se oramai non abbia più bisogno di dire chi è in ogni scena, tutti lo conosciamo, lui è ancora più maturo (se possibile). Senza contare la storia, la trama di quel film cammina, e dona soddisfazioni ed un senzo di completezza ogni 15/30 minuti. La trama va avanti, gira come una ruota, e ciò che pensi sia l’obbiettivo del film, lo si raggiunge per poi far prendere ancor di più vita i personaggi.
    Lo adoro… Scusa… mi so accollato su un argomento Off Topic. Sono logorroico.
    Comunque mi sembra tu abbia una passione infinita per i film. Complimenti per questo sito

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    1. Innanzitutto ti ringrazio perché non sei stato affatto logorroico ma anzi, ti sei espresso molto bene riguardo un film popolare che ha anche diviso molto. La capacità di Tarantino è a mio parere quella che pochi hanno: saper arrivare a tutti. Il suo cinema è aperto ad ogni livello di intenzione, dall’intento critico di un appassionato ad un semplice blockbuster divertente per un ragazzo che non sa come passare la domenica sera. La forza di Django a mio parere sta nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto in Cristoph Waltz che come nei film di Polanski buca sempre lo schermo. Django ci racconta del sangue su cui l’America è fondata e, è grottesco che ne siamo così divertiti poiché il suo orrore è realista e non romantico. Questo è il punto di Tarantino. Meraviglia pura per gli occhi e la mente. Grazie a te per esserti fermato e buona visione! 👍🏻

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  2. La tua risposta mi ha fatto molto felice! Io non sono un gran conoscitore della storia del cinema ne dei titoli che hanno fatto la storia… ancora non riesco a farli miei… mi considero più un bambinone (e felice di esserlo) ma che ha molto rispetto del media. Ogni film per me è come un opera colossale, uno sforzo titanico. Mi è capitato qualche volta di stare dentro un set (ad esempio come comparsa per il telefilm Diavoli, produzione Sky Original; ho visto la gran fatica per girare videoclip musicali, dato che suono in diverse band). Ho la passione delle storie, scrivo da quando sono bambino, ed anche se sono dislessico e la mia forma di scrittura non mi piace affatto, mi diletto nel creare trame. Ho studiato grossolonamente Story Telling, Regia Cinematografica, Story Board e Narratologia alla Scuola Internazionale di Comics, e ricordo che passavamo ore a parlare di una semplice inquadratura.
    Vabbè… Sono uscito nuovamente dal discorso, intendevo dire che ho dei gusti un po’ commercialotti, ma almeno so analizzare perchè una cosa mi piace o meno. Ultimamente però sto andando sullo storico. Ti consiglio IL DISCORSO DEL RE, CHURCHILL e la serie televisiva Netflix THE CROWN (Te li consiglio in quest’ordine). So che almeno qualcosa tra questi li hai già visti! Fanno una panoramica succinta quanto armonica degli eventi più salienti dello scorso secolo dal punto di vista Britannico!
    Lo so, il consiglio l’ho scritto senza che fosse richiesto! sono il solito. Se hai consigli anche tu ti ascolto!!

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    1. Mi fa sempre piacere ascoltare le esperienze degli altri e spero che tutto ciò ti sia stato d’aiuto per costruirti una capacità critica sicuramente migliore, rispetto soprattutto a tanti altri che parlano senza mai avere sperimentato dal vivo queste cose. I film che pubblico su questo mio ancor giovane sito valgono come dei consigli. Se ti piace quel genere allora sicuramente puoi ispirarti a David Fincher che era inizialmente un regista di videoclip, il suo capolavoro rimane Zodiac e spero che ci regali ancora qualche perla. Ti consiglio anche di dare un’occhiata a Cold Fish di Sion Sono o soprattutto il capolavoro che è Guilty of Romance sempre suo. Buona giornata a te e grazie per il commento.

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