Snowpiercer di Bong Joon-ho

Vi voglio raccomandare la visione di un film illuminante di un regista il cui talento è sbocciato proprio negli ultimi anni, il racconto è tratto da una graphic-novel post-apocalittica francese denominata “Le Transperceneige”. In questo lavoro del 2013 il regista sudcoreano rappresenta i moti insurrezionali volti a scuotere il potere detenuto da un despota, l’ambientazione ha luogo in un treno in cui dall’alto al basso a seconda dei ranghi sociali e del prezzo del biglietto pagato, si divide ormai ciò che resta dell’umanità intera in vagoni separati fra loro. Il contesto in cui questo film si pone a mio parere è “oltre” le magnifiche doti di un grande regista, questo film ricopre in modo impeccabile un ruolo: quello di stupire per la fotografia e per il suo ritmo vario e cangiante e, quello di farci domandare se ciò che di assurdo vediamo stia davvero accadendo. Questa è la potenza di un’opera che trasuda verità e che sfrutta l’immaginazione solo per enfatizzare un destino che è la supposizione di una realtà seppur inconcepibile che noi percepiamo come di nostra appartenenza.

Il lusso è rappresentato dall’isolamento e dalla solitudine.

Dopo l’avvento di una glaciazione terrestre sentiamo il peso della neve scorrere lungo le inferriate e le porte metalliche sigillate di un mondo trascinato verso l’irrazionale dal male umano, che fa presagire una catastrofe che si è realizzata in un contesto dove la disperazione diventa l’unica chiave per aprire le porte alla rivolta. Come tipico nei film di questo regista, ci troviamo un filo narrativo immenso che però ha un solo ed unico personaggio cardine che trascina tutta la storia su di sé come un fardello. I film di questo regista sono prima di tutto film sugli uomini in prima persona dove sono proprio le sensazioni umane che prevalgono: il gusto, la vendetta, l’amore, il sesso ed il ricordo maledetto. Nonostante il piglio socio-politico che banalmente possiamo affidare all’intera opera, ciò che salta all’occhio non è la trama in sé quanto la messa in scena stessa del regista che è un impresa singolare e più unica che rara in un genere come la fantascienza, soprattutto per come oggi concepiamo noi il genere fantascientifico così distaccato dalla realtà. E’ difficile parlare di generi quando si parla di questo regista che è capace di saper trovare la giusta via per creare sempre un commisto di emozioni tutte efficaci ma, appartenenti a contesti e generi filmici diversi fra loro.

“Sei mai stato da solo su questo treno?”

La frase provocatoria del despota rivolta a Curtis nel finale

Ciò che mi ha colpito è come lungo tutto il film viene cambiata la visione del male a seconda di dove esso viene percepito, ciò ci lascia supporre che non sia la distruzione a colpirci ma l’ambiente da cui proveniamo a trasmettercela in maniera più o meno grave su di noi, infatti per alcuni la distruzione stessa è solo la fonte principale di guadagno. Ricordate la vetrata di Parasite? Quella stessa vetrata sono i vetri antiproiettile del vagone lussuoso e confortevole, da dove la rovina di un mondo glaciale sembra un meraviglioso orizzonte dipinto. Non è la distruzione in sé a colpire ma il luogo e l’angolo da cui noi la attendiamo. E’ secondo me il film adatto per chi voglia approcciarsi ad un regista non molto compreso nella sua profondità iperbolica, la sua capacità infatti di intrattenere e di saper gestire i tempi cinematografici in maniera magnifica lascia molti dei suoi spettatori in superficie rispetto all’effetto vero che la trama dovrebbe avere su di noi. Il finale che ci aspetta è infatti uno sfondo su cui riflettere e pensare, poiché è sia visivamente unico sia fonte di ragionamento sul rapporto uomo-natura. Il film intero è uno specchio del male umano e dell’incertezza della natura che non ci trasmette mai sicurezza e pace ma, un destino inimmaginabile composto da tutte quelle verità che ci vengono dette e subito le prese per vere, quest’opera infatti è un invito a dubitare coscienziosamente su tutto e a ragionare di più. Fortunatamente dove non arriva l’informazione pubblica arriva spesso l’arte e, questo capolavoro di Bong Joon-ho mi fa capire che sia l’attrazione del male a portarci verso il male stesso anche quando vogliamo sconfiggerlo e quindi rischiamo spesso di esserne conquistati malgrado la nostra volontà di essere liberi.

6 pensieri riguardo “Snowpiercer di Bong Joon-ho

  1. Questo invece lo apprezzo ma non lo idolatro…
    Mi trovo spesso un po’ a disagio a parlarne perché mi trovo circondato da gente che davvero lo considera proprio tantissimo, davvero a livello “religioso”, mentre a me è piaciuto, sì, ma certe metafore “politiche” le ho viste in altri film, in cui sono sciorinate in modo analogo ma meno “giocattoloso” e più sinteticamente (tipo in Costa-Gavras, per esempio, in Haneke o anche, per dimostrare che non ho pregiudizi verso i film “giocattolosi”, in George Miller, in «Mad Max»: oppure in trame come quelle di Scott Fitzgerland)…
    Sicché concludo sempre con «sì, molto bello, molto carino, ma non lo vedrei a ripetizione per tutta la vita come vedo fare a tante persone»

    Piace a 1 persona

  2. Ciao, l’ho selezionato poiché mi sembra giusto che le persone approfondiscano un regista che ha vinto l’Oscar per capire almeno in parte il percorso artistico, così da approfondire in modo migliore l’intera opera ed il modo in cui egli narra le sue storie a partire da un uomo singolo. Penso che il meglio di Bong rimanga assolutamente Memories of Murder sopra ogni altro. Un film maestoso che ha posto una pietra miliare su di un genere secolare. Grazie per il tuo commento, Snowpiercer è un film da apprezzare secondo me molto più per le qualità registiche e per la gestione dei tempi cinematografici e l’inventiva filmica che per la storia in sé. Grazie ancora, buona giornata a te!

    Piace a 1 persona

Rispondi a Vittorio Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...