Cold War di Paweł Pawlikowski

Ogni grande film nella storia nasce per essere storicizzato e contestualizzato nel senso che ogni opera filmica è libera di trasportarci in qualsiasi epoca immaginaria ma, la sua data di uscita lo ancora ad un determinato momento storico in maniera ineluttabile. Perché mai girare un film in un bianco e nero meraviglioso ed in 4:3 per parlarci d’amore e di guerra? Perché al giorno d’oggi abbiamo bisogno di una storia così naturalmente magica e così lontana ai nostri occhi?

Il film può essere secondo me visto come un’opera magistrale più per il suo pensiero che per la narrazione, se in una capsula del tempo potessi inserire un film questo sarebbe un messaggio universale d’amore dritto verso il futuro. Che cos’è infatti l’amore se non una materia invisibile che supera i legami forzati del matrimonio, supera le vicende storiche e supera il tempo e la distanza che appartiene ai due amanti? La mia scena preferita si svolge nel momento in cui lui sapendo della scomparsa della sua innamorata tornata in Polonia, corre a suonare per sfogarsi e le sue mani scorrono sul pianoforte ad oltranza anche dopo che il brano è finito e gli altri musicisti si sono fermati. Questo film è chiaramente una dedica anche all’arte ed ai veri artisti “innamorati” per natura e capaci di creare splendide opere e di provare esperienze d’amore uniche.

E’ un film che solo un autore affermato come Pawlikowski può permettersi di girare in questa maniera così anticonformista e anacronistica. Il regista con un bianco e nero magnifico ci fa vivere anche lo sconforto di tanti amori che non si sono realizzati perché non hanno avuto la stessa forza dei protagonisti di questo film, talmente drammatico e potente nelle immagini da renderci isterici se si contano l’infinità di emozioni che si provano durante la visione: l’infamia, lo sconforto, il tradimento, la guerra e la sottomissione. E’ un film anche molto sintetico in sé e poco prolisso, le immagini che ci rimangono nella mente però sono ben definite e ricche di vita. I due personaggi cardine di questo film ci appaiono agli antipodi, da una parte abbiamo la vecchia Polonia che si adatta a malapena ai cambiamenti europei, dall’altra abbiamo un euforico pianista in preda alle sue crisi artistiche che ricerca nei Jazz bar la sua libertà da fenomeno. I due amanti vivono questa storia d’amore complessa e non senza recriminazioni e violenze reciproche (fisiche e psicologiche) finendo per lasciare una panchina vuota con vista sul tramonto, per lasciare spazio alla prossima storia d’amore.

L’attrice affronta il ruolo di una ragazza dal destino forte e crudele, capace di amare ancor più fortemente.

La guerra fredda la viviamo noi che nonostante abitiamo in un momento di pace questa terra, non abbiamo né l’ambizione né la contentezza di vivere con passione e dolore l’amore vero e puro, preferiamo guardare più alle convenienze rispetto al sentimento vero e proprio capace di unire. L’amore infatti è difficile e turbolento per natura ed il film lo dimostra ostacolando vicendevolmente i due amanti a cui nessuno viene in soccorso, tranne loro stessi. Il nostro protagonista all’inizio del film sembra una rosa in fiore e durante tutta la durata dell’opera egli sembra subire una trasformazione che lo porterà ad invecchiare dall’interno e sempre di più, ma il sentimento rimane, anzi si amplifica e quindi il regista attua una perfetta dimostrazione narrativa di come il sentimento continui ad unire pur senza maquillage, persino senza un paese libero in cui dimostrarlo. Io penso che questo film non sia un capolavoro ma, qualcosa di ancor più importante: semplicemente e finalmente un gran bel film e per di più d’autore. La bellezza di questo film non è solo la regia parlante capace di trasmetterci l’odore della pioggia o il tetro scenario di una Parigi notturna ma la capacità di nascondere dentro di sé i propri particolari più intimi, come se noi per capire questo film dovessimo rapportarci come se fossimo di esso noi, gli stessi amanti raccontati.

4 pensieri riguardo “Cold War di Paweł Pawlikowski

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...