Venere in Pelliccia di Roman Polanski

C’è qualcosa nel vento e nella pioggia di Parigi che ci lascia smarriti trasportandoci in un teatro di prosa cittadino, alla ricerca di qualcosa di ancora più nuovo del mondano, ecco che il celeberrimo regista ci accompagna nella ricerca eterna e spasmodica del sesso. Ancora il cinema di Polanski parla di bisogni più che di desideri e di essere umani che con voglia di evasione, si ritrovano in ciò che scatenano ed in ciò che i loro desideri li portano ad essere. Emmanuelle Seigner è una escort da strada o è semplicemente la più grande attrice erotica dei giorni nostri in questa pièce teatrale? Tutto ciò mi fa pensare ad Edwige Fenech ed a Claudia Cardinale, io mi riferisco ad un erotismo profondo e mai scontato per menti dedite alla lettura dei singoli sguardi, delle piccole forme e dei rintocchi dell’orologio, come se tutta questa magia misteriosa potesse finire da un momento all’altro. Il film infatti non è eterno nella sua durata ma è molto breve e teso.

Venere in Pelliccia è “il solito Polanski” mi fa venire voglia di dire, ma per Polanski la continuità e la circolarità del suo lavoro sono un aspetto per cui dobbiamo provare devozione. Pensate di dover ridurre la rabbia della società umana, l’erotismo complesso insito in ognuno di noi e che la nostra cultura tenta di eludere in una singola stanza, come un appartamento è un piccolo locale anche l’intero teatro in questo spettacolo. Prendiamoci un momento per noi stessi e vedremo l’anima del regista nello sguardo dell’uomo giovane ed il nostro desiderio di tanto agognata fuga dalla normalità, la voglia che abbiamo di abbattere i pregiudizi a martellate insita negli occhi della nostra Venere rappresentata dalla Seigner.

Per assaporare finalmente la vendetta!

Hai ragione, complimenti! (Corre ad aggiungerlo alla trama)

Thomas accoglie la citazione di Vanda

In questo caso il regista ci fa capire come apprezzi prendere in giro se stesso e l’intero mondo dell’arta “comandata”, infatti chi più di una ragazza di strada può saper interpretare il ruolo di una seduttrice? Forse molto meglio di un’attrice ragionata e studiata e senza bisogno di un regolare provino. Proprio come chi è cresciuto in una sartoria sarà Versace e non un semplice sarto da Accademia, così la nostra Vanda si trova ad essere la stessa Dea che Masoch aveva forse visto o assaporato provenire dalle strade della sua città d’origine. Il regista dell’opera teatrale si trova sempre più nei panni della sua modella da assumerne le caratteristiche, arrivando a modificare l’intera scena che aveva già progettato per essere presentata al pubblico. Il consiglio sembra venuto dal nulla ma, non è tutto frutto della fortuna, Thomas ha accettato il colloquio con questa ragazza senza maniere e, l’ha fatto al di là dei pregiudizi forse stanco della finzione borghese interpretata dalle attricette scolastiche che gli venivano commissionate di solito. Guardate questo film… voi vedete la tazzina da cui l’attrice beve? No. Vedete voi la pelliccia o una semplice sciarpa da mercato dell’usato? Allora ditemi, quando qualcosa vi eccita cosa vedete? Non siete mai in presenza dello stimolo ma della sua rappresentazione, di ciò che è in grado di innescare in voi il desiderio. Polanski va al massimo delle sue possibilità mentali per regalarci ancora qualcosa per pochi e cari intimi ma, che dovremmo tutti avere ben presente.

Dall’ottica della cinepresa l’artista torna ad essere visto in prima persona, tentando di entrare nel profondo della sua volontà cercando di capire perché egli cerchi di rappresentare un’opera che forse non è nient’altro che il suo lato oscuro. La poetica di Polanski riguarda la sessualità umana e la sua fonte di stimolazione principale: la diversità. E’ infatti in base ai nostri gusti ed ai nostri appetiti intimi differenti che possiamo riscontrare la seppur minima differenza dei nostri caratteri e, delle nostre propensioni animalesche. Ciò che mi ha sedotto è la Dea rappresenta dalla Venere in Pelliccia capace di presentarci le donne per come ha sempre fatto Fellini: farci capire che la forma estetica carnale della donna può evolversi nella sua visione e concezione ma, all’eccitazione pura dell’atto sessuale umano ci porterà sempre e solo un certo tipo di donna, fatto in particolare di forme e di pura sensualità esente da Botox e plastica ma ricca di vita e di esperienza. Io spero che il regista continui a scavare nel mondo degli uomini per arrivare a darci sempre più spesso dei film speciali come questo. Questi artistici atti che possono sembrarci banali sono in grado di trasformarci per davvero in ciò che abbiamo voglia di sperimentare tutti, il resto è a voi da scoprire miei cari lettori.

6 pensieri riguardo “Venere in Pelliccia di Roman Polanski

    1. Complimenti per i tuoi gusti, ti auguro di vederlo al più presto. L’importante è sempre dividere l’uomo dall’artista, una cosa che io faccio sempre. Grazie per il tuo commento e buona giornata a te!

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