Pick of the Week: La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore

Il film che ho scelto di consigliarvi questa settimana è a mio parere una rara perla che il cinema italiano ha saputo regalarci, io voglio a nome di tutti porgere i ringraziamenti al genio creativo di Giuseppe Tornatore, che ha saputo superare se stesso creando un film basato sull’arte fatto sia di grande apparenza che di profonda sostanza. Non è infatti facile realizzare un connubio di profondità e ricercatezza estetica così complessa, inserendola in una sceneggiatura intricata e degna di molteplici interpretazioni. Era solamente il 2013 quando lo andai a vedere al cinema e la sua forma fu la prima cosa che mi colpì, tanto che non raggiunsi nemmeno la trama per poterla interpretare a dovere ed ebbi bisogno di una seconda visione e persino di una terza, per riuscire ad approfondire ciò che c’era oltre la bellezza che avevo appena ammirato, in sostanza a me non pareva il vero di vedere ciò che desideravo finalmente realizzarsi in maniera così perfetta.

La migliore offerta è chiaramente un’opera fondata sull’incomprensione interiore di un uomo ormai distaccato dalla realtà del mondo comune, la sua vita è però unica e speciale anche se caratterizzata da una profonda solitudine. Virgil affronta la vita con lo stesso distacco con cui risponde ai camerieri di un ristorante stellato, i quali sembrano gli unici, insieme al maître di sala a ricordarsi del suo compleanno (sbagliando però la data). Che cos’è quindi “la migliore offerta”? Essa è a mio parere la proposta migliore che una donna sceglie di accettare ed il sacrificio di un uomo che prepara ad immolare una parte di sé e dei propri averi per la sua amata. L’egoismo dirompente di Virgil lo porta ad evitare ogni forma di amore tangibile in nome di un’immaginazione artistica che egli sfoga costruendosi attorno un mondo proprio, fatto di lusso e volti femminili disegnati e dipinti ad arte che arriva furbescamente a possedere. La camera segreta in cui sono tenuti i quadri è la camera oscura della nostra mente, dei nostri desideri più individualistici che in ogni amore vanno stemperati e dimenticati in nome della condivisone di una vita in coppia.

L’interpretazione magistrale di Geoffrey Rush è stata motivo di un applauso d’ammirazione da parte di tutta la troupe che vi invito a vedere nel making of del film. Questo è un grande progetto che sono felice si sia potuto realizzare, esso è degno del suo autore poiché Giuseppe Tornatore sa come essere umile di fronte all’arte e sa come creare dei personaggi in grado di rubarci l’anima, facendoci confrontare con l’assoluto della vita. La figura del regista infatti si inserisce nella storia ma rimane sempre defilata e, mai centralizzata quasi adombrando dall’alto la magnifica visione evitando ogni egocentrismo narrativo che lascia spazio molto alla storia ed ai personaggi secondari che la caratterizzano. In questo film sono presenti sia i toni del noir sia la drammaticità di un amore impossibile, il gusto classico per l’arte e per la scelta della messa in scena sono il massimo che si possa raggiungere a fronte di una sceneggiatura che è degna solo di rispetto e condivisione comune. Vi consiglio di guardare questo film più volte durante l’anno perché vi dona la capacità di sentirvi davvero meglio con voi stessi e liberati di un peso. Durante la notte penso spesso a questo piccolo e grande capolavoro e spero che all’estero sia sempre più conosciuto e diffuso. Chiudo gli occhi e vedo un uomo solo davanti ad un’ampia vetrata che sta gustando un piatto firmato da un grande chef, la vita continua e risplende nelle strade stanche e fumose, il suo sogno è collezionare ancora un ultimo volto di donna sperando che possa d’un tratto uscire dalla tela permettendogli di tornare ad amare.

4 pensieri riguardo “Pick of the Week: La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore

    1. Concordo, penso che Tornatore abbia affrontato in numerose pellicole la vita dal punto di vista del suo mistero esistenziale. L’amore (La corrispondenza), la crescita (La sconosciuta) e così in questo film affronta a mio parere la solitudine, essenza prima di ogni grande artista. A mio parere è il suo capolavoro.

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