A Classic Pick: La Notte di Michelangelo Antonioni

Sicuramente se c’è una scuola di “profondità” cinematografica in cui imparare ad inquadrare i soggetti e descriverli con sensibilità e grazia, essa non può che avere come direttore assoluto il regista ferrarese Michelangelo Antonioni. Io voglio innanzitutto evitare di creare dei miti artistici senza ragione e semplicemente raggiungervi con la mia totale sincerità, vorrei parlarvi di un film che emoziona e che insegna a conoscerci. Le singole sequenze che ci accompagnano lungo la durata del film sono così moderne che non sembrano neanche per un minuto appartenere ad un’epoca distante dalla nostra, esse sembrano avere origine da un “terzo occhio” illuminato e diretto al mondo, su cui è riflessa la nostra viva immaginazione nella sua forma più rara e ritrattistica che ambisce a trasmetterci la realtà che ci è nascosta.

Monica Vitti mi è rimasta impressa sin da subito nell’interpretare un personaggio così giocoso e afflitto al tempo stesso e penso che ogni personaggio femminile sia una musa in grado di far trovare al regista la chiave esattamente riprodotta per esaltare le emozioni più esistenziali e sottintese. Marcello Mastroianni ci dona una prova impressionante e vedere camminare da sola Jeanne Moreau lungo le strade di una città che sembra vivere di un proprio respiro, ancora mi lascia basito oggi, mentre vedo Milano in forte sviluppo nel nuovo quartiere mondano di CityLife. Le nostre città non ci sembrano più le stesse e Michelangelo Antonioni ha saputo avere uno sguardo sul presente e sul futuro al tempo stesso in maniera inimitabile. La città infatti nei film di Antonioni è protagonista come lo sono i passanti, gli imprenditori, gli scrittori e le loro rispettive mogli. Siamo senza parole di fronte alla potenza del bianco e nero, esso è capace infatti di trasmetterci con immediatezza le grandi e singolari sfumature di sensibilità che i personaggi assumono nel loro perdersi in una notte magica seppur normale.

Mi rifugio sempre in un personaggio femminile.

Michelangelo Antonioni

Se mi si chiedesse di un film con cui incominciare ad interessarsi veramente al cinema allora “La Notte” di Michelangelo Antonioni sarebbe la prima scelta, capace di chiarirmi subito le idee su quale pellicola consigliare. Non ci sono scuse di fronte all’arte e di fronte ad una sceneggiatura che è “vissuta” e mai recitata che non fa sconti a nessuno e non toglie nulla ma regala, non a caso tra gli autori della sceneggiatura ricordiamo Tonino Guerra ed Ennio Flaiano. Vi pongo delle domande: “quali emozioni ci trasmettono questi grattacieli glaciali che ci circondano?” e “quali sensazioni questi grandi palazzi del “boom economico, dai quali in lontananza ci guardiamo senza distinguere i nostri volti?”, non capisco perché dovrebbero riguardarci. Infine ci chiederemo non solo chi siamo, ma cosa siamo diventati e cosa stiamo per essere, poiché questa pellicola è una summa esistenziale dell’uomo dopo l’ultima guerra mondiale in poi. Io penso che forse noi tutti siamo ancora in attesa di un evento che ci sconvolga e che ci faccia riportare a galla una sensibilità lontana, annientata dalla velocità che non vuol sentir pensiero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...