Qualcuno da Amare di Abbas Kiarostami

Like Someone In Love è una storia d’amore che andava raccontata da un regista così innamorato dell’anima umana e dell’instabilità della vita come Abbas Kiarostami, egli dopo questo film ci ha lasciato definitivamente in eredità un patrimonio di immagini sublimi su cui dobbiamo riflettere con devozione e rispetto. I suoi film prendono vita dove la marcata linea che divide la solitudine dalla finzione di una compagnia immaginaria scompare. Akiko è una giovane studentessa prima che essere una escort di alta classe e viene condotta nella casa di una personalità interessante che risulta essere un ex professore ed un amante della letteratura e della buona musica. Le note della canzone “Like Someone in Love” scorrono lievemente e le sentiamo a malapena ma, il regista sfrutta il mezzo cinematografico in modo statico ed esistenziale lasciandoci riflessi nella realtà che viviamo anche noi.

Durante la sua prestigiosa carriera il regista iraniano ha sempre esplorato la sottile barriera ormai invisibile che separa la realtà dalla finzione e l’immaginazione dalla realtà dell’esserci. Qualcuno da Amare ci parla di una storia di sofferenza e dolore che è sia lontana sia vicina a noi, nella distante Tokyo sentiamo qui di fianco gli echi di un bisogno giovanile irrefrenabile: quello di una vita migliore e di una sicurezza paterna mancata. Dall’altre parte sentiamo un altro bisogno però che riguarda l’età anziana: l’abbandono e l’arrivo della fine che richiede compagnia e non soltanto compassione. La condivisone in amore è qualcosa che il nostro protagonista ha perso rimanendo vedovo e rimanendo solo fra i suoi libri egli è occupato dalla sua professione di letterato. Il professore sa bene però che la compagnia si può acquistare e teneramente invita a casa sua una giovane ragazza dai modi non troppo raffinati, pagata per condividere la serata e cenare con lui.

Siamo tutti accomunati dalle nostre mancanze, piccole o grandi esse ci rendono vivi.

Ancora una volta l’aspetto esteriore dei nostri personaggi risulta già più potente della loro essenza, come se una maschera dominasse ognuno di loro e, fino alla fine del film il tenero anziano potrà prendersi gioco di chiunque e calarsi nella parte del “nonno” senza problemi. Kiarostami entra nella nostra abitazione senza permesso e ci parla di insicurezza e bisogno di riscatto, un bisogno che ci accomuna tutti e che ci porta a scegliere tra alternative o in alcuni casi ad evitare di scegliere. Quando ripenso al signore protagonista di questo film penso che dobbiamo tutti saper di cosa siamo fatti e di cosa realmente abbiamo bisogno oltre la fantasia. L’uomo anziano è chiaramente un intellettuale e colleziona sia libri che opere d’arte ma il suo bisogno è istintivo e non troppo ridicolo come sembra, la sua necessità è altresì molto umana: egli ha bisogno di compagnia ed ha bisogno di stare con una donna. Come possiamo definire “egoista” un uomo a cui manca ogni cosa se gli si toglie l’amore? Il professore non vuole andare a letto con la ragazza che ha pagato ed a cui ha preparato una cena a lume di candela, egli vuole solo smettere di fingere di stringere un cuscino e risentire la dolce brezza di un passato che rivive sulle labbra candide fresche di rossetto, le sue membra sono stanche ma è disposto a pagare ogni prezzo.

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