Il Sacrificio Del Cervo Sacro di Yorgos Lanthimos

Le tragedie greche avevano come senso ultimo e primo quello di rappresentare tragicamente la realtà in maniera veridica e senza censura alcuna, nascondendosi dietro un sipario ed una scena esse facevano della violenza lirica l’immagine spietata dell’animo umano sulla terra e nella società. Nel secondo quarto del ventunesimo secolo dobbiamo approfondire Il Sacrificio Del Cervo Sacro con il medesimo occhio poiché le vicende e le modalità di una tragedia greca sono quelle che animano questo film disturbate e meraviglioso, esso utilizza un sistema di maschere per svelarci i rapporti famigliari di due famiglie di ceti sociali completamente differenti. Io personalmente sono stato colpito innanzitutto dalle inquadrature vertiginose, capaci di infondermi un terrore solido ed onnipresente, lasciandomi impossibilitato a capire fin da subito cosa stava accadendo e quale maledizione si stava scagliando sui personaggi.

Yorgos Lanthimos è conosciuto per essere un perfezionista della messa in scena come abbiamo intuito dal suo ultimo film La Favorita, ed infatti percepiamo con profondità e realismo la struttura che ogni inquadratura che il regista ci pone di fronte. Nicole Kidman nei panni della moglie di un famoso chirurgo sembra quasi farci tornare in un passato non troppo lontano ma, è lo stesso animo crudele ed egoista che anima l’alta aristocrazia a smuovere la vita di questa famiglia e l’ordinarietà di un adolescente malinconico. La negazione di una colpa ed il rifiuto di assumersi le propria responsabilità sfoceranno in una grave perdita di cui il dottore dovrà farsi carico, come di un paziente ormai in stadio terminale egli dovrà sobbarcarsi la vita di due famiglie allo stesso modo di due pazienti diversi. L’immaginazione grafica in questo film è spinta all’eccesso ed è tramite la sofferenza e la mancanza che il regista sfoga il suo animo rappresentando un ragazzo che sembra vivere di una disperazione senza tempo, Martin non solo non ha amici ma ormai si trova con una famiglia spezzata alle spalle ed ha solo la madre come amica e confidente, insieme al chirurgo intrattiene degli strani colloqui che lo tengono legato al padre ormai scomparso.

Il film ci parla in prima persona dei rapporti famigliari e dei sacrifici che dobbiamo accettare per responsabilità.

Il Sacrificio Del Cervo Sacro è un film che ci si può permettere solo dopo che la propria carriera sia già sbocciata e in un momento in cui la propria poetica cinematografica si sia già affermata. La prestazione degli attori infatti non ci fa dubitare in ogni singolo istante sulla veridicità di cosa stia accadendo, noi infatti saremo solo annebbiati dalle domande che ci stimoleranno a proseguire questo percorso labirintico e psicologico. Lanthimos ci consegna un film sulla distanza sociale e sui rapporti umani all’interno di una famiglia che è un’esperienza visiva prima che una storia tragica. L’etica lavorativa e le scelte di un uomo di grandi responsabilità sono la chiave per capire che cos’è la vita in questo film, ed essa cos’è se non un sacrificio enorme? La vita è fatta di colpe, sbagli ed errori che prima o poi dovremmo caricarci sulle spalle per crescere e conoscere che ci sarà una fine. Non c’è cosa peggiore della tristezza che non sia negare di essere tristi. Quanti di noi sono disposti però a questo sacrificio? Non molti sanno di essere proprio quel ragazzo stordito dalla disperazione che, cercando una malsana vendetta trova in fondo tanta umanità negata che ai miei occhi profuma come un’adolescenza ormai perduta.

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